Durante un recente periodo della mia vita, in cui ho dovuto affrontare l’ipomobilità, a causa di una frattura di un piede, lo yoga non è stata solo una pratica fisica ma un rifugio mentale, uno spazio, in cui riuscivo a sentire il mio corpo e la mia mente lavorare insieme. I significati della parola “yoga” si riferiscono a situazioni, in cui siamo concretamente presenti a noi stessi, in ogni momento e in ogni nostra azione, con consapevolezza, in modo da trovare il "centro" e riconnettersi con il nostro sè, a gestire lo stress e a trovare l'equilibrio interiore, grazie alla combinazione di esercizi fisici, respirazione e meditazione. Nella pratica dello yoga l’attenzione è rivolta all’ascolto del corpo e del respiro, senza che nessun pensiero estraneo possa distrarre la nostra mente. In questo processo si acquisisce una facoltà chiamata “propriocezione”, ovvero la capacità di comprendere i messaggi che riceviamo dal nostro corpo e dalla nostra mente. E’ una esperienza di profonda connessione con il vero “Sé”, potendo sentire chi siamo, comprendere il nostro cammino e cosa vogliamo davvero. Lo yoga aiuta a sviluppare uno stato di consapevolezza, con conseguente aumento dell’autostima e superamento sei propri limiti o paure; il giudizio, la fretta, la competizione non sono contemplate, in quanto, lo scopo di questa pratica, è attenuare il malessere e recuperare pace e forza interiore, favorendo il cambiamento e sviluppando tutte le potenzialità inespresse.
Lo yoga e il counseling sono entrambi mezzi con cui favorire i cambiamenti che desideriamo produrre nella nostra vita. Mentre tutta la disciplina dello yoga, si basa sulla attivazione del Dharma, la vera natura profonda di ognuno di noi, il counseling, in particolare quello ispirato all’approccio di Carl Rogers, promuove la “Tendenza Attualizzante”, vale a dire, la capacità innata di andare verso ciò che realmente siamo, verso noi stessi. Il counseling, come lo yoga, ha il potere di modificare schemi di comportamento apparentemente inamovibili e di risvegliare il corpo, la mente e il cuore a nuove possibilità. Sia il counseling che lo yoga si basano su:
- auto-ascolto
- consapevolezza del qui e ora
- auto-accettazione
- la resa, intesa come capacità di non opporre resistenza al cambiamento.
Lo yoga è utile al counselor, per coltivare il proprio equilibrio emozionale e meglio accogliere il cliente nel qui e ora, in assenza di giudizio.
Usando approcci diversi ma complementari, lo yoga tramite pratiche corporee e meditative per integrare mente, corpo ed emozioni, il counseling, attraverso la relazione di aiuto e l’esplorazione verbale, si allineano per sbloccare schemi rigidi e “modificare ciò che non può essere accettato e accettare ciò che non può essere modificato” come suggerisce una famosa frase dello yoga.
Lo yoga e il counseling sono entrambi mezzi con cui favorire i cambiamenti che desideriamo produrre nella nostra vita. Mentre tutta la disciplina dello yoga, si basa sulla attivazione del Dharma, la vera natura profonda di ognuno di noi, il counseling, in particolare quello ispirato all’approccio di Carl Rogers, promuove la “Tendenza Attualizzante”, vale a dire, la capacità innata di andare verso ciò che realmente siamo, verso noi stessi. Il counseling, come lo yoga, ha il potere di modificare schemi di comportamento apparentemente inamovibili e di risvegliare il corpo, la mente e il cuore a nuove possibilità. Sia il counseling che lo yoga si basano su:
- auto-ascolto
- consapevolezza del qui e ora
- auto-accettazione
- la resa, intesa come capacità di non opporre resistenza al cambiamento.
Lo yoga è utile al counselor, per coltivare il proprio equilibrio emozionale e meglio accogliere il cliente nel qui e ora, in assenza di giudizio.
Usando approcci diversi ma complementari, lo yoga tramite pratiche corporee e meditative per integrare mente, corpo ed emozioni, il counseling, attraverso la relazione di aiuto e l’esplorazione verbale, si allineano per sbloccare schemi rigidi e “modificare ciò che non può essere accettato e accettare ciò che non può essere modificato” come suggerisce una famosa frase dello yoga.