Ti sei mai chiesto chi sei davvero? Chi sei al di là dei ruoli che ricopri ogni giorno o delle maschere che indossi?
“Chi sei tu? Cosa sei tu?”
Questa è la domanda che nel famoso romanzo del 1865 di Lewis Carroll il Brucaliffo pone ad Alice, è un racconto che mi ha sempre accompagnata nel corso della mia vita perché io e la protagonista abbiamo molte cose in comune oltre che condividere lo stesso nome.
Questo interrogativo innesca in Alice una riflessione sulla propria identità, forse perché fino a quel momento non se lo era mai realmente chiesto. Alice si è persa in un mondo che non conosce in cui è in balia delle sue emozioni e non si riconosce più.
La scoperta di sé stessi è una strada lunga, che richiede tempo, pazienza e coraggio: un percorso di esplorazione delle proprie paure, pensieri e comportamenti.
Le nostre vite sono spesso piene di distrazioni. Tra notifiche, impegni e social, può capitare di sentirsi scollegati da ciò che davvero conta. In quei momenti, chiedersi chi siamo non è solo un esercizio filosofico: è un modo per rimettere ordine nella nostra quotidianità, come spolverare una scrivania piena di fogli sparsi. Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci parte di qualcosa. Oggi, però, è facile sentirsi soli anche in mezzo agli altri. Molti di noi mostrano solo ciò che appare “accettabile” sui social, curando la propria immagine digitale, mentre nella vita reale spesso ci sentiamo invisibili o isolati. Così rischiamo di perdere il contatto con chi siamo davvero, concentrandoci più su come appariamo che su come ci sentiamo.
Essere consapevoli è un traguardo necessario per la crescita personale: questo viaggio ci permette di identificare i nostri valori, i nostri punti di forza e le nostre debolezze e, soprattutto, di amarci e apprezzarci per ciò che siamo realmente, ponendoci obiettivi più concreti.
Ma come si fa a capire chi siamo davvero?
Facendo ciò che fa un buon coach o counselor: ponendoci delle domande. Piccole domande quotidiane:
Cosa mi rende felice? Cosa mi appassiona? Cosa mi fa sentire bene? Quali sono i miei valori? Chi sono le persone che voglio al mio fianco?
Lo so, non è facile guardarsi allo specchio e affrontare le risposte a queste domande. A volte è difficile essere sinceri con sé stessi, mettere da parte la vocina giudicante, il bambino ferito o tutte le mille voci che abitano la nostra mente, ma non è impossibile.
Bastano anche solo cinque minuti al giorno. Possiamo tenere un diario e annotare le risposte per poi rileggerle con calma e rifletterci oppure dedicare questo tempo alla meditazione.
Non serve trovare subito una soluzione: l’importante è allenare la consapevolezza di sé, giorno dopo giorno. Ogni domanda diventa così un piccolo seme, pronto a crescere e nutrire il proprio “giardino interiore”.
Il Brucaliffo, ponendo quella domanda, sapeva infatti che Alice aveva già dentro di sé tutte le risorse necessarie per affrontare quel viaggio. E forse è proprio questo il segreto: il vero Paese delle Meraviglie non è un luogo da raggiungere, ma uno spazio interiore da riconoscere, nel momento esatto in cui scegliamo di essere davvero noi stessi.
Prova a porti questa domanda oggi: Chi sono io davvero quando nessuno mi guarda?
Osserva le tue sensazioni, i pensieri, quello che emerge dal profondo del tuo cuore.
È un piccolo gesto, un passo concreto per il tuo Paese delle Meraviglie.
“Chi sei tu? Cosa sei tu?”
Questa è la domanda che nel famoso romanzo del 1865 di Lewis Carroll il Brucaliffo pone ad Alice, è un racconto che mi ha sempre accompagnata nel corso della mia vita perché io e la protagonista abbiamo molte cose in comune oltre che condividere lo stesso nome.
Questo interrogativo innesca in Alice una riflessione sulla propria identità, forse perché fino a quel momento non se lo era mai realmente chiesto. Alice si è persa in un mondo che non conosce in cui è in balia delle sue emozioni e non si riconosce più.
La scoperta di sé stessi è una strada lunga, che richiede tempo, pazienza e coraggio: un percorso di esplorazione delle proprie paure, pensieri e comportamenti.
Le nostre vite sono spesso piene di distrazioni. Tra notifiche, impegni e social, può capitare di sentirsi scollegati da ciò che davvero conta. In quei momenti, chiedersi chi siamo non è solo un esercizio filosofico: è un modo per rimettere ordine nella nostra quotidianità, come spolverare una scrivania piena di fogli sparsi. Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci parte di qualcosa. Oggi, però, è facile sentirsi soli anche in mezzo agli altri. Molti di noi mostrano solo ciò che appare “accettabile” sui social, curando la propria immagine digitale, mentre nella vita reale spesso ci sentiamo invisibili o isolati. Così rischiamo di perdere il contatto con chi siamo davvero, concentrandoci più su come appariamo che su come ci sentiamo.
Essere consapevoli è un traguardo necessario per la crescita personale: questo viaggio ci permette di identificare i nostri valori, i nostri punti di forza e le nostre debolezze e, soprattutto, di amarci e apprezzarci per ciò che siamo realmente, ponendoci obiettivi più concreti.
Ma come si fa a capire chi siamo davvero?
Facendo ciò che fa un buon coach o counselor: ponendoci delle domande. Piccole domande quotidiane:
Cosa mi rende felice? Cosa mi appassiona? Cosa mi fa sentire bene? Quali sono i miei valori? Chi sono le persone che voglio al mio fianco?
Lo so, non è facile guardarsi allo specchio e affrontare le risposte a queste domande. A volte è difficile essere sinceri con sé stessi, mettere da parte la vocina giudicante, il bambino ferito o tutte le mille voci che abitano la nostra mente, ma non è impossibile.
Bastano anche solo cinque minuti al giorno. Possiamo tenere un diario e annotare le risposte per poi rileggerle con calma e rifletterci oppure dedicare questo tempo alla meditazione.
Non serve trovare subito una soluzione: l’importante è allenare la consapevolezza di sé, giorno dopo giorno. Ogni domanda diventa così un piccolo seme, pronto a crescere e nutrire il proprio “giardino interiore”.
Il Brucaliffo, ponendo quella domanda, sapeva infatti che Alice aveva già dentro di sé tutte le risorse necessarie per affrontare quel viaggio. E forse è proprio questo il segreto: il vero Paese delle Meraviglie non è un luogo da raggiungere, ma uno spazio interiore da riconoscere, nel momento esatto in cui scegliamo di essere davvero noi stessi.
Prova a porti questa domanda oggi: Chi sono io davvero quando nessuno mi guarda?
Osserva le tue sensazioni, i pensieri, quello che emerge dal profondo del tuo cuore.
È un piccolo gesto, un passo concreto per il tuo Paese delle Meraviglie.