Ci sono parole o combinazioni di parole che abbiamo sentito molte volte fin da piccoli.
Parole che abbiamo dato 'per scontate' e che abbiamo assorbito, inconsapevoli di quanto, silenziosamente, queste siano diventate parte delle nostre credenze, dei modelli sociali, ma, soprattutto, delle nostre aspettative.
Una di queste è "... e vissero felici e contenti!", il lieto fine di tante fiabe che abbiamo ascoltato, letto o con cui ci siamo addormentati, ignari di come, durante il nostro sonno, quelle parole entrassero subdolamente dentro di noi, insinuandosi nelle profondità del nostro inconscio.
Un vero disastro di cui siamo stati prima vittime, e successivamente, a nostra volta, spesso carnefici.
Perché crescere, o far crescere, con questa convinzione diventa un punto di partenza penalizzante.
Dare per scontato un lieto fine indiscusso crea delle aspettative non realisticamente raggiungibili.
Ogni situazione reale, sia a livello individuale che di coppia, se confrontata con un modello così perfetto, sarà sempre insoddisfacente.
La vita è un percorso, dove la felicità è fatta di momenti conquistati attraversando un cammino che ci mette a confronto con difficoltà, paure, insidie.
Crescere ed evolvere significa imparare ad affrontarle. E via via che le affrontiamo, diventiamo e ci sentiamo più forti, consapevoli e coraggiosi; possiamo dire che partiamo più "attrezzati" per affrontare la tappa successiva.
E così facendo ci guadagniamo dei momenti in cui ci sentiamo "felici e contenti'. Momenti in cui quel sentire è tale perché consapevoli che non rappresenta la normalità. Attimi fugaci da assaporare pienamente come linfa energizzante, una ricompensa per gli sforzi fatti e ricarica per quelli che ci attendono. Nutrimento per la nostra autostima. Ma anche rinvigorente per la nostra motivazione e proattività nel trovare il modo, gli attrezzi e gli alleati che possano rendere “affrontabile” il passo successivo che ci aspetta.
Un attrezzo utile ad affrontare costruttivamente la corsa ad ostacoli che ci riserva la Vita in questa dimensione terrena è senz'altro il coaching.
Per prendere coscienza dei condizionamenti che ci portiamo dietro - come l'aspettativa di un lieto fine quale stato di vita permanente. Ma anche per riconoscere, attivare e affinare le risorse in ciascuno di noi.
E in questo modo riuscire ad affrontare ciò che ogni giorno ci riserva con motivazione e fiducia, arrivando a sera soddisfatti della giornata trascorsa e pronti ad affrontare il domani che ci attende.
Non in una dimensione di “… e vissero felici e contenti” ma piuttosto di “…e trovarono il modo di amare e stimare se stessi, con i propri talenti ed imperfezioni, nei momenti più risplendenti tanto quanto in quelli più uggiosi”.
Parole che abbiamo dato 'per scontate' e che abbiamo assorbito, inconsapevoli di quanto, silenziosamente, queste siano diventate parte delle nostre credenze, dei modelli sociali, ma, soprattutto, delle nostre aspettative.
Una di queste è "... e vissero felici e contenti!", il lieto fine di tante fiabe che abbiamo ascoltato, letto o con cui ci siamo addormentati, ignari di come, durante il nostro sonno, quelle parole entrassero subdolamente dentro di noi, insinuandosi nelle profondità del nostro inconscio.
Un vero disastro di cui siamo stati prima vittime, e successivamente, a nostra volta, spesso carnefici.
Perché crescere, o far crescere, con questa convinzione diventa un punto di partenza penalizzante.
Dare per scontato un lieto fine indiscusso crea delle aspettative non realisticamente raggiungibili.
Ogni situazione reale, sia a livello individuale che di coppia, se confrontata con un modello così perfetto, sarà sempre insoddisfacente.
La vita è un percorso, dove la felicità è fatta di momenti conquistati attraversando un cammino che ci mette a confronto con difficoltà, paure, insidie.
Crescere ed evolvere significa imparare ad affrontarle. E via via che le affrontiamo, diventiamo e ci sentiamo più forti, consapevoli e coraggiosi; possiamo dire che partiamo più "attrezzati" per affrontare la tappa successiva.
E così facendo ci guadagniamo dei momenti in cui ci sentiamo "felici e contenti'. Momenti in cui quel sentire è tale perché consapevoli che non rappresenta la normalità. Attimi fugaci da assaporare pienamente come linfa energizzante, una ricompensa per gli sforzi fatti e ricarica per quelli che ci attendono. Nutrimento per la nostra autostima. Ma anche rinvigorente per la nostra motivazione e proattività nel trovare il modo, gli attrezzi e gli alleati che possano rendere “affrontabile” il passo successivo che ci aspetta.
Un attrezzo utile ad affrontare costruttivamente la corsa ad ostacoli che ci riserva la Vita in questa dimensione terrena è senz'altro il coaching.
Per prendere coscienza dei condizionamenti che ci portiamo dietro - come l'aspettativa di un lieto fine quale stato di vita permanente. Ma anche per riconoscere, attivare e affinare le risorse in ciascuno di noi.
E in questo modo riuscire ad affrontare ciò che ogni giorno ci riserva con motivazione e fiducia, arrivando a sera soddisfatti della giornata trascorsa e pronti ad affrontare il domani che ci attende.
Non in una dimensione di “… e vissero felici e contenti” ma piuttosto di “…e trovarono il modo di amare e stimare se stessi, con i propri talenti ed imperfezioni, nei momenti più risplendenti tanto quanto in quelli più uggiosi”.