"Abbraccio" dal latino, "ad-" (verso) e "bracchium" (braccio), ad indicare l'atto di stringersi o intrecciarsi con le braccia ed equivale a un gesto di unione.
Durante il percorso di master ho consapevolizzato che, spesso, pensiamo che per crescere o superare le difficoltà, basti forza di volontà o ragione, ma le emozioni hanno il loro linguaggio e comprenderle è la vera chiave per costruire fiducia e legami duraturi. La neuroscienza ci ricorda che a volte basta un gesto semplice, un abbraccio, per far sentire l’altro accolto, sicuro e capace di affrontare le sfide della vita. L’empatia non è un optional: è la medicina naturale dei rapporti umani. L’essere umano pur avendo mezzi potentissimi per curare molti disagi che vive durante la sua vita, spesso, non ha le giuste competenze per utilizzarli. Ci vorrebbe un foglietto illustrativo dei sentimenti, delle emozioni, con possibili effetti indesiderati, ma anche con cure e rimedi. Il potere di un abbraccio risiede nella sua capacità, scientificamente provata (20 secondi per attivare l'ossitocina), di calmare l'ansia e lo stress, rilasciando neurotrasmettitori che generano benessere e conforto, attivando il sistema di protezione nel cervello. È un gesto fondamentale, specialmente per i bambini, per costruire fiducia e affrontare le paure, comunicando un messaggio di consolazione: "non sei solo"; non richiede giudizio ma solo presenza affettiva, risintonizzando battito cardiaco e respiro. Quando siamo in un momento in cui non ce la facciamo più, non abbiamo bisogno di un giudice ma abbiamo bisogno di chi attiva il nostro sistema di “conforto”, dandoci forza. Un individuo ha sempre bisogno di un altro: il figlio ha bisogno della madre e del padre, l’alunno ha bisogno della sua maestra, i fidanzati hanno bisogno l’un l’altro per potere portare avanti il loro progetto di vita. Quando ci accorgiamo che le nostre frasi non sono in linea con i bisogni dell’altra persona, possiamo raddrizzare il tiro. Come? Utilizzando la comunicazione aptica.
Il gesto più potente è dato dall’abbraccio in quanto:
INCREMENTA LA FIDUCIA E LA SICUREZZA: gli abbracci ci fanno sentire supportati, protetti e sicuri. Il contatto fisico, oltre a essere rassicurante, può stimolare la fiducia e l’empatia.
RIDUCE LA RABBIA: soprattutto nei bambini, un abbraccio promuove la sensazione di tranquillità e calma le crisi di pianto. É definito metodo Holding ed è molto utilizzato in ambito educativo perché diventa un contenitore per le emozioni forti del bambino. Inoltre, stimolando la circolazione, eliminiamo anche le tensioni nel corpo.
FAVORISCE LA FELICITÀ E MIGLIORA LO STATO D’ANIMO: alcuni ricercatori hanno stimato che far durare un abbraccio più di 20 secondi produce un effetto terapeutico, favorendo uno stato d’animo più positivo. Ciò avviene perché si produce serotonina, l’ormone della felicità.
RINFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO: gli abbracci sono una carica per il sistema immunitario che si attiva favorendo la creazione di globuli bianchi. In questo modo favoriamo la prevenzione di alcune malattie perché rinforziamo le difese.
DIMINUISCE LO STRESS: l’abbraccio è un rimedio perfetto per lo stress. Ci fa tornare con i piedi per terra, scacciando via i pensieri che angosciano e riportandoci a uno stato di serenità.
MIGLIORA LE RELAZIONI INTERPERSONALI: abbracciare è un modo di comunicare quello che sentiamo grazie al linguaggio del corpo. La connessione con l’altra persona produce un rilascio di ossitocina, l’ormone dell’amore e del benessere.
In una forma arricchita del coaching e del counseling, l’abbraccio trova spazio come strumento di conforto, di celebrazione, di connessione emotiva, dichiarazione di presenza, di attenzione e di cura.
Durante il percorso di master ho consapevolizzato che, spesso, pensiamo che per crescere o superare le difficoltà, basti forza di volontà o ragione, ma le emozioni hanno il loro linguaggio e comprenderle è la vera chiave per costruire fiducia e legami duraturi. La neuroscienza ci ricorda che a volte basta un gesto semplice, un abbraccio, per far sentire l’altro accolto, sicuro e capace di affrontare le sfide della vita. L’empatia non è un optional: è la medicina naturale dei rapporti umani. L’essere umano pur avendo mezzi potentissimi per curare molti disagi che vive durante la sua vita, spesso, non ha le giuste competenze per utilizzarli. Ci vorrebbe un foglietto illustrativo dei sentimenti, delle emozioni, con possibili effetti indesiderati, ma anche con cure e rimedi. Il potere di un abbraccio risiede nella sua capacità, scientificamente provata (20 secondi per attivare l'ossitocina), di calmare l'ansia e lo stress, rilasciando neurotrasmettitori che generano benessere e conforto, attivando il sistema di protezione nel cervello. È un gesto fondamentale, specialmente per i bambini, per costruire fiducia e affrontare le paure, comunicando un messaggio di consolazione: "non sei solo"; non richiede giudizio ma solo presenza affettiva, risintonizzando battito cardiaco e respiro. Quando siamo in un momento in cui non ce la facciamo più, non abbiamo bisogno di un giudice ma abbiamo bisogno di chi attiva il nostro sistema di “conforto”, dandoci forza. Un individuo ha sempre bisogno di un altro: il figlio ha bisogno della madre e del padre, l’alunno ha bisogno della sua maestra, i fidanzati hanno bisogno l’un l’altro per potere portare avanti il loro progetto di vita. Quando ci accorgiamo che le nostre frasi non sono in linea con i bisogni dell’altra persona, possiamo raddrizzare il tiro. Come? Utilizzando la comunicazione aptica.
Il gesto più potente è dato dall’abbraccio in quanto:
INCREMENTA LA FIDUCIA E LA SICUREZZA: gli abbracci ci fanno sentire supportati, protetti e sicuri. Il contatto fisico, oltre a essere rassicurante, può stimolare la fiducia e l’empatia.
RIDUCE LA RABBIA: soprattutto nei bambini, un abbraccio promuove la sensazione di tranquillità e calma le crisi di pianto. É definito metodo Holding ed è molto utilizzato in ambito educativo perché diventa un contenitore per le emozioni forti del bambino. Inoltre, stimolando la circolazione, eliminiamo anche le tensioni nel corpo.
FAVORISCE LA FELICITÀ E MIGLIORA LO STATO D’ANIMO: alcuni ricercatori hanno stimato che far durare un abbraccio più di 20 secondi produce un effetto terapeutico, favorendo uno stato d’animo più positivo. Ciò avviene perché si produce serotonina, l’ormone della felicità.
RINFORZA IL SISTEMA IMMUNITARIO: gli abbracci sono una carica per il sistema immunitario che si attiva favorendo la creazione di globuli bianchi. In questo modo favoriamo la prevenzione di alcune malattie perché rinforziamo le difese.
DIMINUISCE LO STRESS: l’abbraccio è un rimedio perfetto per lo stress. Ci fa tornare con i piedi per terra, scacciando via i pensieri che angosciano e riportandoci a uno stato di serenità.
MIGLIORA LE RELAZIONI INTERPERSONALI: abbracciare è un modo di comunicare quello che sentiamo grazie al linguaggio del corpo. La connessione con l’altra persona produce un rilascio di ossitocina, l’ormone dell’amore e del benessere.
In una forma arricchita del coaching e del counseling, l’abbraccio trova spazio come strumento di conforto, di celebrazione, di connessione emotiva, dichiarazione di presenza, di attenzione e di cura.