Mi ero appena laureata in fisioterapia: nei tre anni di corso e tirocinio mi insegnarono a vedere il corpo come una specie di macchina che ogni tanto si inceppa o si rompe e che va aggiustata. Purtroppo, non di rado, la persona “proprietaria” di quel corpo non veniva neppure considerata nella sua globalità psicofisica: tante volte avevo sentito il personale sanitario riferirsi al paziente come “la protesi d’anca” e non come il Signor X operato di protesi d’anca; o più facilmente lo si chiamava “letto n…”. Trovavo molto inquietante questa consuetudine mascherata da praticità. La persona veniva identificata con la sua patologia!
Fu allora che conobbi la dott.ssa Laura Bertelè (www.metodobertele.it ), medico fisiatra, iscritta anche all’albo degli psicologi che mi guidò in un cambio di prospettiva importante: lei guardava in primis al malato e non alla malattia e la terapia che proponeva era globale, volta a ripristinare l’equilibrio dell’intero corpo e non solo della singola parte che mostrava il sintomo. Attraverso il lavoro sul corpo la persona aveva la possibilità di entrare in contatto con la parte emozionalmente ferita di sé, a cui non era riuscita a dar voce e che aveva trovato come unica strada di espressione il sintomo fisico. Lavorare col Metodo è stato ed è tuttora un viaggio entusiasmante, fatto di ascolto, presenza, attenzione: entri in punta di piedi nell’ Universo umano e ripercorri un cammino a ritroso alla ricerca del blocco originario, il più delle volte sconosciuto alla persona stessa.
Negli ultimi anni, in seguito ad una vicenda personale, ho potuto aggiungere un ulteriore tassello a questa visione: la Malattia non più come manifestazione di qualcosa che non va ma come espressione della guarigione che è già avvenuta nell’Essere, per cui sarebbe più opportuno chiamarla “Benattìa”. Questa è la consapevolezza che ho acquisito grazie allo studio delle 5 Leggi Biologiche di Ryke Geerd Hamer, un ulteriore cambio di prospettiva che mi ha condotto da un lato a non avere più paura della “cosiddetta malattia” e dall’altro a comprendere che quando il sintomo si manifesta io non posso far altro che constatarlo, attendere che si completi il suo processo risolutivo( se necessario aiutarlo in questo). La cosa più importante è che il “lavoro” da fare è a monte: diventare pienamente cosciente di quale dinamica interiore mi ha portato a vivere in disarmonia una determinata situazione così da evitare di ripeterla ancora. A questo scopo ho conosciuto diversi strumenti che mi hanno aiutato ad entrare in contatto col mio Essere Autentico, ben diverso da quello che mi ero costruita fin da piccola per “sopravvivere” alle richieste esterne. In modo particolare ho approfondito la Mappa dei Bisogni di Jean Claude Badard, grazie alla quale ho potuto riconoscere il potenziale ancora inespresso ma che sentivo molto vivo in me ed è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, ricordare qualcosa che avevo sempre percepito ma a cui non ero riuscita a dare un senso. Questo ha segnato un nuovo importante cambio di prospettiva: se io seguo la mia vera Essenza e mi assumo la responsabilità della mia storia, non avrò più richieste verso gli altri , uscirò dal giudizio perché avrò compreso che ognuno è qui per vivere e seguire la propria Chiamata. Così come il benessere delle singole parti di un corpo determina la sua Integrità e Salute, così tanti Individui in Ascolto di sé stessi possono generare un Collettivo Armonico e Sano.
Fu allora che conobbi la dott.ssa Laura Bertelè (www.metodobertele.it ), medico fisiatra, iscritta anche all’albo degli psicologi che mi guidò in un cambio di prospettiva importante: lei guardava in primis al malato e non alla malattia e la terapia che proponeva era globale, volta a ripristinare l’equilibrio dell’intero corpo e non solo della singola parte che mostrava il sintomo. Attraverso il lavoro sul corpo la persona aveva la possibilità di entrare in contatto con la parte emozionalmente ferita di sé, a cui non era riuscita a dar voce e che aveva trovato come unica strada di espressione il sintomo fisico. Lavorare col Metodo è stato ed è tuttora un viaggio entusiasmante, fatto di ascolto, presenza, attenzione: entri in punta di piedi nell’ Universo umano e ripercorri un cammino a ritroso alla ricerca del blocco originario, il più delle volte sconosciuto alla persona stessa.
Negli ultimi anni, in seguito ad una vicenda personale, ho potuto aggiungere un ulteriore tassello a questa visione: la Malattia non più come manifestazione di qualcosa che non va ma come espressione della guarigione che è già avvenuta nell’Essere, per cui sarebbe più opportuno chiamarla “Benattìa”. Questa è la consapevolezza che ho acquisito grazie allo studio delle 5 Leggi Biologiche di Ryke Geerd Hamer, un ulteriore cambio di prospettiva che mi ha condotto da un lato a non avere più paura della “cosiddetta malattia” e dall’altro a comprendere che quando il sintomo si manifesta io non posso far altro che constatarlo, attendere che si completi il suo processo risolutivo( se necessario aiutarlo in questo). La cosa più importante è che il “lavoro” da fare è a monte: diventare pienamente cosciente di quale dinamica interiore mi ha portato a vivere in disarmonia una determinata situazione così da evitare di ripeterla ancora. A questo scopo ho conosciuto diversi strumenti che mi hanno aiutato ad entrare in contatto col mio Essere Autentico, ben diverso da quello che mi ero costruita fin da piccola per “sopravvivere” alle richieste esterne. In modo particolare ho approfondito la Mappa dei Bisogni di Jean Claude Badard, grazie alla quale ho potuto riconoscere il potenziale ancora inespresso ma che sentivo molto vivo in me ed è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, ricordare qualcosa che avevo sempre percepito ma a cui non ero riuscita a dare un senso. Questo ha segnato un nuovo importante cambio di prospettiva: se io seguo la mia vera Essenza e mi assumo la responsabilità della mia storia, non avrò più richieste verso gli altri , uscirò dal giudizio perché avrò compreso che ognuno è qui per vivere e seguire la propria Chiamata. Così come il benessere delle singole parti di un corpo determina la sua Integrità e Salute, così tanti Individui in Ascolto di sé stessi possono generare un Collettivo Armonico e Sano.