In una giornata che si era rivelata impegnativa sotto ogni punto di vista e il mio umore era colorato di nero , mi sono trovata a pronunciare una frase che spesso ho sentito pronunciare da altri e cioè : quanti “Bocconi amari “da digerire.
Nel momento in cui ho pronunciato questo modo di dire, mi sono chiesta :
Perché diciamo “Il boccone amaro”?
Che origine ha questo modo di dire?
Ecco il perche’
In un percorso evolutivo un aspetto che è necessario assolvere è la sopravvivenza.
L’organismo inizialmente ha dovuto superare un primo conflitto biologico e per definire l’oggetto è stato utilizzato il termine “ boccone” che era inteso come ” il boccone vitale “in quanto veniva associato principalmente a ciò che garantiva la sopravvivenza.
Importante è tener conto del fatto che nel tempo si è evoluto e che nell’individuo ha assunto un significato simbolico “il boccone amaro”.
Questo significato simbolico, ci porta a pensare all’aspetto psichico di ognuno di noi in quanto, i bocconi amari da digerire nella vita quotidiana sono molti, le situazioni spiacevoli, difficili da accettare e che lasciano un senso di 'indigesto' hanno a che fare con il lato amaro della vita.
Questo ci porta ad affermare che vi è un’importante connessione tra cibo e contenuti psichici dove i pensieri già assorbiti ,diventano parte integrante dell’insieme formato da psiche e soma e non possono essere restituiti se non elaborati.
Quindi il cibo non deve essere considerato solo come alimento, ma anche come contenuto mentale: sentimento, esperienza, pensiero che consapevolmente o meno mandiamo giù.
Cosa sollecita il “boccone amaro”?
Probabilmente sollecita il bisogno di emergere di un contenuto latente “doloroso” perché possa essere metabolizzato , digerito e guardato con onesta consapevolezza.
Nella nostra vita quotidiana ingeriamo emozioni, sensazioni che se decidiamo di subire diventano cibo indigesto, se invece lo trasformiamo purificandolo della sua parte pesante, assimiliamo ciò che ci serve per crescere e maturare elimineremo la parte che non ci piace, che non ci migliora, che non ci nutre, ma ci intossica per restituire questo contenuto elaborato.
Nuovi bocconi
Il concetto di boccone si è evoluto nel tempo con altre forme che si sono sviluppate nella vita quotidiana di ogni individuo.
Si sono così formati nuovi” bocconi “come il boccone uditivo e il boccone visivo ecc… derivati dall’ambiente che ci circonda, dalle esperienze, dai pensieri ed emozioni.
Questi vanno a colpire quegli organi del nostro organismo chiamati organi bersaglio e l’organo interessato è quello che simbolicamente è più adatto a rappresentare il nostro disagio.
Quindi è importante prestare attenzione al linguaggio del corpo perché ciò che non viene elaborato, può portare ad un malessere che durando nel tempo, può sviluppare delle patologie che più si cronicizzano più noi siamo lontani da noi stessi.
“Noi siamo quello stesso cibo che si è introdotto nel nostro mondo interiore e che può riemergere elaborato”
Nel momento in cui ho pronunciato questo modo di dire, mi sono chiesta :
Perché diciamo “Il boccone amaro”?
Che origine ha questo modo di dire?
Ecco il perche’
In un percorso evolutivo un aspetto che è necessario assolvere è la sopravvivenza.
L’organismo inizialmente ha dovuto superare un primo conflitto biologico e per definire l’oggetto è stato utilizzato il termine “ boccone” che era inteso come ” il boccone vitale “in quanto veniva associato principalmente a ciò che garantiva la sopravvivenza.
Importante è tener conto del fatto che nel tempo si è evoluto e che nell’individuo ha assunto un significato simbolico “il boccone amaro”.
Questo significato simbolico, ci porta a pensare all’aspetto psichico di ognuno di noi in quanto, i bocconi amari da digerire nella vita quotidiana sono molti, le situazioni spiacevoli, difficili da accettare e che lasciano un senso di 'indigesto' hanno a che fare con il lato amaro della vita.
Questo ci porta ad affermare che vi è un’importante connessione tra cibo e contenuti psichici dove i pensieri già assorbiti ,diventano parte integrante dell’insieme formato da psiche e soma e non possono essere restituiti se non elaborati.
Quindi il cibo non deve essere considerato solo come alimento, ma anche come contenuto mentale: sentimento, esperienza, pensiero che consapevolmente o meno mandiamo giù.
Cosa sollecita il “boccone amaro”?
Probabilmente sollecita il bisogno di emergere di un contenuto latente “doloroso” perché possa essere metabolizzato , digerito e guardato con onesta consapevolezza.
Nella nostra vita quotidiana ingeriamo emozioni, sensazioni che se decidiamo di subire diventano cibo indigesto, se invece lo trasformiamo purificandolo della sua parte pesante, assimiliamo ciò che ci serve per crescere e maturare elimineremo la parte che non ci piace, che non ci migliora, che non ci nutre, ma ci intossica per restituire questo contenuto elaborato.
Nuovi bocconi
Il concetto di boccone si è evoluto nel tempo con altre forme che si sono sviluppate nella vita quotidiana di ogni individuo.
Si sono così formati nuovi” bocconi “come il boccone uditivo e il boccone visivo ecc… derivati dall’ambiente che ci circonda, dalle esperienze, dai pensieri ed emozioni.
Questi vanno a colpire quegli organi del nostro organismo chiamati organi bersaglio e l’organo interessato è quello che simbolicamente è più adatto a rappresentare il nostro disagio.
Quindi è importante prestare attenzione al linguaggio del corpo perché ciò che non viene elaborato, può portare ad un malessere che durando nel tempo, può sviluppare delle patologie che più si cronicizzano più noi siamo lontani da noi stessi.
“Noi siamo quello stesso cibo che si è introdotto nel nostro mondo interiore e che può riemergere elaborato”