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'GENERAZIONI: L’ARTE DI CREARSI OPPORTUNITA’' di Giada Ragone

16/3/2026

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Una parte della Gen Z in questi anni si diploma o si laurea e si trova di fronte la sfida di crearsi un’opportunità lavorativa.
Quando si siedono a colloquio, probabilmente il datore di lavoro appartiene a una Gen X o ai Baby Boomer e la comunicazione che si instaura segue due linee valoriali differenti:
- Benessere e salute mentale vs sacrificio;
- Scopo e impatto etico vs prestigio e profitto;
- Autenticità e trasparenza vs gerarchia formale;
- Flessibilità radicale vs presenzialismo.
Tra le domande “provocatorie” che i ragazzi della Gen Z fanno più spesso durante un colloquio per testare la coerenza di valori troviamo:
- Come viene gestito il carico di lavoro in carenza di personale? Ci si aspetta reperibilità anche dopo l’orario di lavoro? E i weekend? (“non ho intenzione di esaurirmi per voi”);
- Se finisco i miei task in 4 ore invece che in 8, posso smettere di lavorare o devo restare comunque connesso? (valutano se il lavoro è misurato per obiettivi o per controllo fisico);
- Qual è il processo per dare un feedback a un mio superiore se penso che una sua decisione sia sbagliata? (vogliono sapere se la loro voce conta davvero o se devono solo eseguire ordini);
- Qual è lo stipendio e dopo quanto tempo è previsto un aumento basato sui risultati? (detestano i tabù sul denaro e le promesse vaghe di “crescita futura”.
Il datore di lavoro interpreta queste domande:
- Mancanza di “fame” (se chiede del weekend ancora prima di iniziare non è orientato ai risultati, non ha la “grinta” necessaria per crescere);
- Eccessiva fragilità (le richieste a tutela del benessere mentale spesso vengono lette come un segnale che il candidato non reggerà lo stress, le scadenze urgenti o le direttive);
- Poca lealtà (vedere un giovane che mette paletti rigidi viene percepito come un segnale che, alla prima difficoltà o offerta migliore, il ragazzo se ne andrà).
Finché questi due modi di camminare nel mondo non impareranno ad accettarsi e coesistere, entrambi rimarranno delusi e frustrati perdendo l’opportunità di godere del potenziale immenso che nasce dall’utilizzo di tutti gli strumenti che le generazioni differenti portano con sé dalla loro esperienza di vita.
Non c’è un designato per fare il primo passo. E allora inizia tu datore di lavoro o ragazzo alla ricerca di occupazione. Accetta che questo modo diverso di leggere il mondo esiste, esprimi e rispetta i tuoi valori e ascolta e rispetta quelli dell’altro, sii disposto ad ascoltare e ad empatizzare con la diversità per crearti l’opportunità che cerchi.
Se rimaniamo fermi, lasciamo che altri decidano per noi. Se agiamo consapevolmente le opportunità che si creeranno saranno autentiche per noi e il benessere ne seguirà.

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